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Dal bloc notes sul comodino

Nel sogno era tutto realistico, facevo un po’ la stupida con i miei vicini di casa, con gli uomini con cui lavoro, con gente che non conoscevo, c’erano centinaia di maschi, un po’ in casa, un po’ in campeggio, un po’ al telefono, e io avevo quel modo di fare seduttivo-impertinente che ho sempre, cameratesco. Torno a casa, due tizi mi hanno seguita, sono carini, giovani e snelli, hanno i jeans, uno ha la coda di cavallo scura, entrano nel portone dietro di me, mi dicono che mi hanno visto lavorare e amano come lavoro. Ringrazio, rido, batto le ciglia, buonanotte. Salgo la prima rampa di scale. Salgo la seconda. È buio. Accendo la luce sul pianerottolo ed eccoli vicinissimi, mi si stringono intorno, sghignazzano sottilmente. Un attimo dopo mi stanno violentando. 

Mi sono svegliata di colpo, tra i singhiozzi. Avevo la tachicardia. Guardo l’ora, le cinque e mezzo. A volte mi piacerebbe avere un uomo nell’altra metà del letto, così, per piangere tra le sue braccia. «Era tutto vero», gli avrei detto, «vivo male, sono una persona sola, baratto tutto quello che ho in cambio dell’affetto, mi metto nei guai».

Difficile da spiegare, ma è come se mi avessero violentato davvero. Tutta la giornata di ieri l’ho vissuta come se durante la notte avessero fatto di me carne da cannone.

Giorni fa un altro sogno terribile, che mi sono portata appresso per tutta la settimana. Mia nonna stava morendo e io ero l’unica depositaria di questa notizia. Sapevo anche il momento preciso in cui sarebbe morta, nel giro di un minuto e mezzo, l’orologio ticchettava i secondi del conto alla rovescia. Eravamo sole nella stanza. Lei aveva gli occhi chiusi, non c’era nessuno lì con me, e avevo la responsabilità di farla morire bene. Questa è l’unica nonna che mi è rimasta, rappresenta il mio ultimo legame con l’infanzia, insieme a lei muore tutto. Dovevo trovarle una posizione comoda, allora l’ho stesa sul tavolo della cucina, lasciandole le gambe penzoloni: non so perché. Le ho posato un cuscino sotto la nuca, per farla stare più comoda. Mi sono inginocchiata al suo fianco e le ho preso la mano, mancavano pochi secondi, dovevo dirle qualcosa di cruciale, di straordinario, di consolante, dovevo prepararla per il viaggio eterno. Ho cominciato a piangere, mi sono svegliata con le guance bagnate e il cuore a mille, in un mare di disperazione

- e non l’ho ancora chiamata. 

Comments
30 Responses to “Dal bloc notes sul comodino”
  1. Ubikindred scrive:

    Chiamala. Te lo dice uno che non ricorda pù i sogni dal 1980 perché insocnsiamente, da qualche parte, ancora si incolpa di aver sognato una morte che poi s’è avverata.

    Domani ti chiamo e ti rompo le palle.

    P.S.

    La coda di cavallo negli anni 2000 è evidente implicazione di problemi di nautara psicologica e morale.

  2. carlitos_rojos scrive:

    Ma brava: da un sogno angoscioso ne hai ricavato un post piacevole.

    Da un sogno imbarazzante (da raccontare), come minimo ci tiri fuori un capolavoro.

  3. SolePioggia scrive:

    Scusami se è un’analisi da 4 soldi: è come se tu sentissi la necessità di controllare anche l’incontrollabile, come una violenza o la morte

    puoi sciogliere il karma prima che maturi, lo sai

    E.

  4. integratore scrive:

    Nella prima parte del sogno è evidente un richiamo all’attuale panorama politico italiano.Tu rappresenti l’Italia e i due violentatori non sono nient’altro che Bersani e Francheschini,ovvero i cavalieri della Repubblica di S.Marino che vogliono brutalizzare il paese.

  5. Faberjack scrive:

    Io credo, nonostante la mia fiducia nella forza rivelatrice del sogno rispetto allo stato d’animo personale e alle molle reali che muovono poi i nostri sentimenti desideri e bisogni, che ci sia un diretto collegamento tra il sogno e il contenuto della cena.

    Un buon consiglio è quindi di cenare leggero, almeno nei momenti pesanti.

    Un bacio comunque.

  6. FormicaPao scrive:

    Pulsatilla… svegliati! adesso.

    Chiama tua nonna e poi parti, cambia aria, paesaggi, gente, anche lingua. Vai a trovare un amica/o, qualcuno che ti ridia energie, che sia lontano da questo incubo continuo in cui ti sembra di vivere. Vai, prima che il malessere diventi il tappeto delle tue giornate.

    Prendi un treno o un aereo, e appena salita, respira… forte e a lungo, fino in fondo alla pancia e butta fuori tutta l’angoscia che hai accumulato.

    Parti, è il momento perfetto.

    (E buona fortuna)

  7. nonsisamai scrive:

    beh, mia nonna mi direbbe che le ho allungato la vita! comunque avevo capito che succedeva qualcosa di brutto quando hai menzionato la coda di cavallo, sono d’accordo con ubi….

  8. Antea1 scrive:

    E’ evidente che è un brutto momento: chiedi aiuto a chi ti è vicino, fatti coinvolgere e stacca la spina per un po’, se puoi. Non mollare. Ti stringo forte.

  9. rafaeli scrive:

    vorrei dire che ti capisco e che ti sono vicino ma mi rendo conto che sono sogni molto molto femminili e potrei sembrare falso. tranne per il dispiacere della nonna.

  10. PastisAbeba scrive:

    Siamo sani finché le nostre idee sono umane.

    Kilgore Trout

  11. pinkday scrive:

    Anch’io ho sognato che mi violentavano. Circa due mesi fa. A leggere le tue righe ci sto male ancora. Però mi sono svegliata in tempo, non ho sognato la violenza in se, mi sono fermata al quando ho capito che la mia notte sarebbe stata un inferno e che non ci sarebbe stato niente e nessuno che avrebbe potuto aiutarmi. Ho sofferto tanto per quel dannato sogno.

    Peccato che mia nonna invece sia morta per davvero, e che quel cuscino sotto alle gambe glielo abbia messo davvero e che davvero ho pensato a cosa dirle di straordinario prima che mi lasciasse.

    p.s. mio babbo ok. grazie!

  12. pinkday scrive:

    CHIAMALAAAAAAAAAA

  13. EncreNoire scrive:

    Vorrei non dirti banalità. Ma sono costretta quantomeno a dirti un’ovvietà: tu necessiti di buttare fuori tutto quel che hai accumulato fino ad oggi. E poi, cosa ancora più difficile, devi imparare a non accumulare. Mi sembra di leggere me stessa qualche anno fa. Sbrocco dietro l’angolo, prendi assolutamente precauzioni. Ricordati che non tutti gli obiettivi che non riusciamo a centrare sono per forza fallimenti.

  14. profondoblog scrive:

    io invece continuo a sognarmi Morgan: stavolta ero un maschio e stavamo in pose intime… ma nessuno sapeva della ns tresca e dei suoi gusti

  15. mappi scrive:

    magari chiamala, ecco.

  16. AMadTeaParty scrive:

    Non so se sia più inopportuno scriverti ciò che ti sto per scrivere qui o in un messaggio privato, ma ormai ci siamo, quindi ecco il fatto, brevemente: sono capitata sul sito di Stylos, purtroppo ancora non sono in grado di distinguere un’agenzia seria da una che non lo è, fatto sta che pare vi tengano (o vi tenessero) dei corsi dalla parvenza interessante, e dato che tu compari tra i docenti, ho pensato di sfruttarti per ottenere informazioni: esiste ancora quest’agenzia? Si tengono ancora questi corsi? (il sito pare sia aggiornato al 2007…) Ma soprattutto: sarebbero 700 € (o quanti sono) ben spesi o, al contrario, buttati nel water?

    Ecco tutto; ti ringrazio per un’eventuale risposta, non mi offenderò per un’eventuale non risposta, e ciao.

  17. stercone scrive:

    Siamo le idee umane nostre finché sono sani.

    Kilt Trougore

  18. edi scrive:

    leggiamo tutti la posta di “Di Più”, si parla sempre di intimità e di gioia. Adoro! :D

  19. lilyce scrive:

    La peperonata a cena non è una buona idea.

  20. Ellen80 scrive:

    Io sono una dreams addicted, praticamente faccio anche 6/7 sogni per notte, in cui mi trovo a correre velocemente o arrampicarmi, scalare montagne. La mattina mi sveglio distrutta…

  21. malfredo scrive:

    Qualche tempo fa, durante una cena, una psicologa mi raccontò la sua visione degli incubi e dei sogni angosciosi, e la trovai un’ipotesi interessantissima: gli incubi sono una strategia dell’incoscio per farsi coraggio, l’inconscio simula una situazione difficile, questa serve a creare una logica interna del tipo “sei sopravvissuta allora, sopravviverai ora” facendo riferimento a un’eventuale situazione di stress contingente.

  22. stercone scrive:

    Io sogno di dormire…

  23. pulsatilla scrive:

    Grazie dei vostri contributi, ne farò tesoro.

    @AMadTeaParty: al momento non i sovviene cosa sia Stylos. Che io ricordi, non sono mai stata docente di nulla, a parte una farsesca (nel senso buono) «lectio magistralis» alla scuola Omero, e un altrettanto leggero corso di scrittura a puntate su una rivista (non ricordo quale: forse Stylos?). Non so aiutarti.

  24. Chloe scrive:

    mamma mia pulsa, cosìhai che ti tortura a questo modo?

  25. stercone scrive:

    Se Giulio Andreotti fosse la nonna di tutti non ci sarebbero nonne morte.

    Pensa se la chiami e dallo spavento muore d’infarto…

  26. LaMartiz scrive:

    Dopo un anno di vita fuori dalla casa dei miei genitori ho sognato la morte di mio padre.

    Non ricordo quel sogno (e sicuramente non era così alla Edgar Allan Poe come il tuo, considerato che sono molto più burina) ma ricordo la sofferenza, il pianto prolungato e l’aria che mi mancava.

    Ho pianto per più di un’ora e non mi riusciva di smettere, singhiozzavo come potevo fare solo da piccola per conquistarmi la barbie eleganza il giorno del mio compleanno.

    Mi ricordo del cuscino bagnato in faccia per fare minor rumore possibile.

    E sì: nemmeno io avevo nessuno a cui aggrapparmi per una carezza di conforto.

    Si, comunque mio padre mi ha chiamato giusto quel mattino, così, per sapere come stavo.

    Eravamo vivi, questa bastava ;)

  27. SichiamavaBurp scrive:

    Qualcuno mi sa dire perché invece io sogno sempre e solo donne nude che mi violentano sul pianerottolo di casa, ma che non muoiono mai?

  28. LaMartiz scrive:

    Burp che sogna donne nude? Di continuo? E lo violentano?

    SEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHH

  29. sevensisters scrive:

    Mi spiace, ho letto solo fino a “coda di cavallo”, che è una cosa che non sopporto in un uomo.

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